Giorgione, un giallo senza fine

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Giorgione. Madonna con bambino, disegno a matita rossa
Giorgione, Madonna con bambino, disegno a matita rossa

Studiare e analizzare Giorgione e come lasciarsi catturare da un giallo. Dove però non bisogna aspettare l’ultima pagina per leggere la soluzione dell’enigma. Con Zorzi da Castelfranco risolto un mistero se ne apre un altro. La professoressa Jaynie Anderson dell’Università di Melbourne, sta girando l’Italia per far conoscere i passaggi che hanno portato alla sua ultima scoperta. La certezza che Giorgione è morto di peste a Venezia nel 1510 a 36 anni. Come ci si è arrivati? Nel 2017 la giovane bibliotecaria dell’Università di Sydney, Kim Wilson, sta riordinando il settore dei libri rari. Ad un certo punto si imbatte nell’edizione della Commedia di Dante pubblicata a Venezia nel 1497. Nell’ultima pagina, nascosta, c’è la precisa indicazione del decesso del pittore: “Zorzo da Castelo Francho morì a Venezia di peste il 17 settembre a 36 anni”.

Una data che cambia tutto

L’anno 1510 è trascritto in alto sul foglio. Tramite email viene chiesto un parere alla Anderson. Aspetta qualche giorno. Poi risponde. Quel disegno a matita rossa è di Giorgione. Quali sono conseguenze del ritrovamento? Anticipare l’anno di nascita, anche se di pochi anni, del pittore rispetto alla data ipotizzata dal Vasari che la poneva intorno al 1477, vuol dire cambiare tutto: ripensare le fasi della sua formazione; riconsiderare i suoi rapporti con Giovanni Bellini.

Giorgione, ritratto di giovane donna, conosciuto come Laura

Un pittore che ispirò molte generazioni

Dopo la morte di Giorgione al suo stile si ispirano molti giovani allievi. Ma anche lo stesso Bellini. “All’epoca ottantenne e nel pieno della maturità artistica”. E anche rivedere la datazione delle opere giovanili. Il mistero risolto ne ha causato altri. A proposito di peste sono andato a rileggere il breve saggio scritto da Lionello Puppi, il grande studioso recentemente scomparso, per la mostra dedicata a “Giorgione” tra il 2009 e il 2010. Puppi si chiede se la suddetta peste, Vasari accenna chiaramente ad un’infezione dovuta ad un rapporto erotico, non sia riconducibile al mal francese, la sifilide. “Spesso associata dalle cronache dell’epoca alla figura della meretrice”.

Leonardo, ritratto di Ginevra de Benci

Non deve stupire che sia rimasto infettato da una di quelle madonne che frequentavano i convegni di amici. Sul finire del 400 fra le prostitute presenti a Venezia c’erano quelle che si facevano notare “per vivacità intellettuale, per ricchezza culturale, per l’esercizio del canto e della musica” conquistando posizioni sociali notevoli. Il Ritratto di giovane donna di Giorgione, conosciuto come Laura iniziato nel 1506 oggi al Kunsthistorisches di Vienna, è stato variamente interpretato. Dal punto di vista compositivo è stato avvicinato a Ginevra de’ Benci di Leonardo, con quella testa di donna inserita in un’allegorica composizione di foglie. Ma è stato anche accostato a Laura del Petrarca. Ad una poetessa cortigiana. Per l’ostentata sensualità del seno nudo sfiorato dalla pelliccia. Forse un’allusione all’erotismo del matrimonio. O un chiaro riferimento alla condizione di cortigiana.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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