Nuova vita per l’annunciazione di Beato Angelico

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Beato Angelico, Annunciazione
Beato Angelico, Annunciazione

Il Prado a Madrid compie duecento anni. Il Museo spagnolo festeggia l’importante ricorrenza con l’esposizione Fra Beato Angelico and the rise of the Florentine Renaissance. Aperta fino al 15 settembre 2019. La mostra ha il suo focus nell’Annunciazione e cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden (1425/26) di Giovanni da Fiesole, il frate domenicano più noto come Beato Angelico. L’opera oggetto di un attento restauro ha riacquistato il primitivo splendore cromatico. Ed è considerata la prima pala d’altare fiorentina in stile rinascimentale, che rispetta gli studi prospettici di Brunelleschi. L’artista cioè ha voluto far coesistere l’impianto prospettico e il rilievo dato ai personaggi, con l’estetica medievale ancorata alla finalità didattica dell’arte e alla luce nella sua essenza mistica.

Donatello, Madonna con Bambino in trono
Donatello, Madonna con Bambino in trono

Il percorso prevede inoltre la presenza di Masaccio, Filippo Lippi, Ghiberti, Donatello e lo stesso Brunelleschi. I protagonisti, in altre parole, del primissimo Rinascimento a Firenze, tra il 1420 e il 1430. Di Donatello vorrei segnalare la bellissima scultura in terracotta, Madonna con Bambino in trono, proveniente da Prato. Un’edicola classica. Probabilmente destinata ad una devozione privata. Le figure dei protagonisti sembrano uscire dalla rigidità dello schema. Manifestano infatti un’evidente dinamicità: nel flessuoso panneggio della veste della Madonna e nel naturalissimo gesto del Bambino che accarezza il seno della Madre. Fonte e sostegno, in tutti i sensi, del suo esistere.

Un tema ripreso più volte da Beato Angelico

L’Annunciazione è un tema ripreso più volte dal Beato Angelico. Impostandolo sul concetto di humiliatione della Vergine. L’istante in cui Maria, umile e mansueta, incrocia le braccia sul petto, reclina la testa lievemente, abbandona la lettura del su libro, ed è pronta ad accogliere l’annuncio dell’arcangelo Gabriele. La rappresentazione sacra è arricchita da uno splendente giardino pieno di fiori. Con i due progenitori, Adamo ed Eva, appena allontanati dal Paradiso. In evidente contrasto con la funzione della Vergine, la nuova Eva, che ci riscatta dal peccato originale.

Da sottolineare l’accuratezza nella raffigurazione delle piante e dei fiori, un’attenzione ai particolari da miniatura tardogotica, che riflettono la tipicità medievale degli erbari. È possibile riconoscere e decodificare la simbologia di alcune piante: la rosa bianca rimanda alla purezza. Quella rossa alla passione di Cristo. La palma è l’albero che vuole indicare la gloria dopo la morte e il martirio.

La mostra

Fra Beato Angelico and the rise of the Florentine Renaissance, Il Prado, Madrid, fino al 15 settembre 2019.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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