Autunno 2019: la nuova stagione delle mostre

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Autunno 2019: la nuova stagione delle mostre
Sono più di diecimila le mostre che si inaugurano ogni anno in Italia. A leggere i comunicati stampa che le strillano sono tutte spudoratamente bellissime uniche eccezionali imperdibili. Per la nuova stagione espositiva che sta per iniziare, sempre con la dovuta cautela, avendone analizzate diverse  con la necessaria attenzione, vorrei segnalarne alcune che non dovrebbero deludere:
  • Il Prado di Madrid continua a celebrare il proprio bicentenario. Proponendo Velázquez, Rembrandt, Vermeer. Miradas afines, fino al 26 settembre 2019. Le motivazioni che hanno spinto i curatori ad assemblare le oltre settanta opere che contraddistinguono l’importante mostra? Far riflettere l’osservatore sugli sguardi affini che dovrebbero accomunare i tre  grandi pittori. Degli  indiscussi protagonisti del Seicento spagnolo e olandese sono state selezionate le opere che ne mettono in risalto i tratti in comune invece delle differenze. Mi limito a citare la Veduta di un muro di villa Medici di Velázquez accostata anche se del tutto diversa a La stradina  di Delft.  L’artista sceglie un tema nuovo. Una strada della sua città natale, Delft.

  • Chi ha la possibilità di andare al Prado, approfitti della coincidenza per guardare con attenzione la Crocifissione dello stesso Velázquez. Il pittore ha raffigurato Cristo appena spirato. Con il fondo scuro della tela che esalta il pallore dell’incarnato.

Roma

  • Bacon, Freud e la Scuola di Londra. Roma, Chiostro del Bramante. Dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020. Sei artisti e quarantacinque fra dipinti, disegni e incisioni provenienti dalla Tate di Londra, tutti creati tra il 1945 e il 2004, raccontano la realtà, la condizione umana, mostrandone la sconcertante e tragica verità oltre ogni classica idea di bellezza. Artisti diversi, nati tra l’inizio del Novecento e gli anni Trenta, immigrati in Inghilterra per vari motivi che hanno trovato in Londra la loro città, il luogo dove studiare, lavorare, vivere.

  • Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte. Musei Capitolini, Sale Espositive di Palazzo Caffarelli. Fino  al 3 novembre 2019. A partire dal 1482 il maestro di Cortona torna spesso nella città eterna per impostare un dialogo con l’antico. Disegna statue, archi di trionfo, colonne coclidi, il Colosseo. Elementi che caratterizzano l’elemento critico della mostra. Le scelte archeologiche volute da Signorelli sono evidenti nel Martirio di San Sebastiano la pala dipinta a Città di Castello nel 1498. Le citazioni si leggono facilmente: sulla sinistra un arco di trionfo a tre fornici, quasi simile  quello di Costantino. E sulla destra un Colosseo limitato a due livelli. Passando in rassegna gli altri dipinti, emerge un’altra citazione importante che deriva dallo Spinario, la statua in bronzo del primo secolo A.C. La troviamo nella Madonna col Bambino della Pinacoteca di Monaco e nel Battesimo di Cristo di Arcevia (Ancona).

Milano

  • De Chirico a Milano. Le sale di Palazzo Reale, a partire dal 25 settembre 2019, ospitano la retrospettiva dedicata a Giorgio De. Il percorso espositivo comprende cento opere che offrono le chiavi di accesso per aprire le porte di una pittura che trova le sue radici nella Grecia dell’infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie e dà vita alla Metafisica che strega i surrealisti.
  • De Pisis a Milano, Museo del 900. 4 ottobre 2019 – 1° marzo 2020Le opere più liriche di De Pisis sono il nucleo della retrospettiva, suddivida in dieci sale e ricca di 90 dipinti, che mira a restituire all’artista ferrarese il ruolo che gli compete nell’esperienza della pittura italiana. A ripensare la sua produzione che si distingue per la rapidità dell’esecuzione. Come se volesse sfidare, con il suo segno stenografico, la cattura dell’attimo cromatico degli impressionisti.

Verona

  • IL TEMPO DI GIACOMETTI DA CHAGALL A KANDINSKY. 16 Novembre 2019 – 05 Aprile 2020. Verona, Palazzo della Gran guardia. Un centinaio di opere tra sculture dipinti disegni. E all’interno si configura una vera e propria monografica dedicata ad Alberto Giacometti, con oltre settanta opere, insieme ad altri artisti che gravitavano nella Parigi soprattutto degli anni tra le due guerre ma anche nel decennio successivo, da Kandinsky a Braque, da Chagall a Mirò, con un’ulteriore ventina di dipinti celebri, spesso di grande formato. L’Uomo che cammina di Giacometti è il prototipo, gracile filiforme disincarnato, di chi ha avuto esperienza dell’inferno e si è ridotto solo pelle e ossa.

Venezia

  • Una trentina di opere dello scultore francese Bruno Catalano, fino al 24 novembre 2019, sono esposte in diversi luoghi di Venezia: nella chiesa di San Gallo in Campo San Gallo; al teatro Goldoni; nelle due sedi della Ravagnan Gallery e nella hall affacciata sul Canal Grande del Sina Centurion Palace in Dorsoduro. Le sculture si distinguono per una particolarità: le figure sono prive della parte centrale, dal torace ai polpacci. Sono manager, studenti, hipster. Uomini e donne in viaggio, in cammino, privi di una parte del corpo. “Lo squarcio è quello che ci lasciamo dietro: cose belle, cose brutte” spiega l’autore.

Trapani

  • Il ritratto del 900. A Trapani. Museo Augusto Pepoli. Fino al 10 novembre 2019. Il percorso inizia con le atmosfere pre-futuriste di Giacomo Balla e Umberto Boccioni, presenti con il Ritratto di Nunzio Nasi e il Ritratto della madre Per arrivare all’Homme assise in cui un anziano Pablo Picasso, ormai lontano dalle sperimentazioni cubiste, tende alla realizzazione del “ritratto ideale”. In mezzo, l’enigmatica Béatrice Hastings di Amedeo Modigliani, l’Autoritratto di stampo futurista di Mario Sironi o quello intenso e pastoso di Fausto Pirandello,l’elegantissima Isabella Far Pakszwer di Giorgio De Chirico, la grazia austera e distante di Margherita di Antonio Donghi (1936).

Ferrara

  • Giuseppe de Nittis. Palazzo dei diamanti, Ferrara. Dal primo dicembre 2019 al 13 aprile 2020. Abile  paesaggista nel catturare la luce abbagliante del suo paese natale come i cieli brumosi dell’Ile de France, o le nebbie londinesi, seppe raccontare un mondo e una società in veloce cambiamento fermando il suo obiettivo pittorico sulle città in trasformazione, sulla vita dei boulevard e sui luoghi della mondanità e del tempo libero.

Firenze

  • Natalia Goncharova. Una donna e l’Avanguardia tra Gauguin, Matisse e Picasso. Palazzo Strozzi. FirenzeDal 28 Settembre 2019 al 12 Gennaio 2020. Palazzo Strozzi celebra Natalia Goncharova, importante figura femminile delle avanguardie di primo Novecento, attraverso una grande retrospettiva, 130 opere,  che ne ripercorre la  produzione artistica a confronto con opere di celebri artisti che sono stati per lei punti di riferimento come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, Umberto Boccioni.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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