Paul Cezanne, giocatori di carte

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Paul Cezanne, giocatori di carte
Paul Cezanne, giocatori di carte

Quest’opera, realizzata da Paul Cezanne, rappresenta uno dei temi più riproposti dall’artista francese d’origine italiana. Si tratta di una partita a carte che il pittore ripresenterà in altri quattro dipinti oggi sparsi in vari musei del mondo. È molto probabile che l’artista si sia ispirato ai Giocatori di carte, attribuiti agli artisti-fratelli Le Nain e conservati al museo d’Aix-en-Provence, la sua città natale nel sud della Francia.

Quella che vediamo di fronte a noi è una scena quasi severa nei colori e negli elementi che la compongono. Due uomini si stanno svagando con una partita a carte che sembra fissata in un momento di riflessione durante il quale i due giocatori scrutano le proprie carte. Tutto è immobile, su uno spoglio tavolino fa bella mostra una bottiglia che funge anche da asse centrale della composizione. L’ambientazione è l’interno di un’osteria di paese, con uno specchio a far da sfondo ai due protagonisti.

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Soggetti e tecnica

Molto probabilmente loro sono due contadini che il pittore conosceva e incontrava spesso nella tenuta paterna al Jas de Bouffan, nei pressi di Aix-en-Provence, in particolare l’uomo con la pipa è stato riconosciuto nella persona di “compare Alexandre”, giardiniere del posto. La famiglia di Cezanne infatti era benestante, il padre Louis Auguste, proprietario di una fabbrica di cappelli, fondò nel 1844 la banca Cézanne et Cabassol, oggi non più esistente. Ma veniamo alla tecnica: Cézanne fece parte degli impressionisti e partecipò a due mostre del gruppo, assorbendo alcune caratteristiche di questi artisti. Il colore qui è steso velocemente in zone, seguendo i toni del blu, del giallo e del rosso. L’artista fa anche un uso ingegnoso delle linee contrapponendo quella retta del giocatore sicuro di sé con la pipa a quella curva dell’altro sulla destra più indeciso.

Il ricorrere frequente dei giocatori di carte nelle opere di Cézanne ha prodotto una singolare spiegazione. La partita che oppone due giocatori simboleggerebbe la lotta che l’artista ingaggiò contro suo padre perché la sua professione fosse accettata dalla famiglia. Uno studio preparatorio di quest’opera è stato venduto il primo maggio 2012 per ben 19.122.500 dollari e una delle cinque versioni, invece, è tra i quadri più pagati al mondo. Nel 2011 la famiglia reale del Qatar l’avrebbe comperato dagli eredi dell’armatore greco George Embricos per l’esorbitante somma di 250 milioni di dollari, superando il record precedente raggiunto da Numero 5 di Jackson Pollock con i suoi 140 milioni.

Continua l’esplorazione …

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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