Robert Delaunay, ritratto di Tristan Tzara

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Robert Delaunay, ritratto di Tristan Tzara

Pittore francese, Robert Delaunay, dopo una fase iniziale in cui dipinse con lo stile degli impressionisti, iniziò a sperimentare percorsi del tutto autonomi. Dal 1906 si concentrò sullo studio del colore, fondamentale nella sua carriera. In particolare l’artista fu sempre attratto dalle grandi superfici di colori contrastanti tra loro, interessandosi anche del rapporto tra colore e movimento. A partire dal 1910 Delaunay contribuì al cubismo, affiancando alle forme geometriche frammentate tipiche di questo movimento, i suoi colori vibranti. L’artista, a differenza di Picasso e Braque, i due più importanti esponenti del cubismo, si interessò alla vita dinamica della città invece che al repertorio di nature morte e ritratti. In particolare è entrata nella storia dell’arte la serie che Delaunay dedicò alla Tour Eiffel in cui il monumento sembra esplodere di colore ed energia.

Dopo il 1920 lentamente le opere dell’artista persero ispirazione, ma la sua casa a Parigi divenne un punto d’incontro per gli artisti dadaisti che con la loro arte posero le basi della contemporaneità, rinnegando i maestri del passato. Non a caso questo dipinto del 1923 è un ritratto del poeta e saggista Tristan Tzara, il fondatore del movimento dada, nonché un caro amico di Robert Delaunay e di sua moglie Sonia. L’opera risale a un periodo in cui il pittore era temporaneamente tornato ai dipinti figurativi i cui soggetti erano ben riconoscibili, prima di dedicarsi definitivamente, a partire dal 1930, all’arte astratta. In questo dipinto Tristan Tzara indossa una sciarpa il cui design era stato fatto da Sonia Delaunay, moglie di Robert. Anche lei era artista, ma impegnata in maniera particolare nella produzione di arazzi e tessuti.

Un ritratto nello stile dell’orfismo

Il ritratto è realizzato con pennellate spesse e colori contrastanti, proprio nello stile messo a punto da Robert Delaunay e anche se il quadro non si rientra pienamente nei parametri del cosiddetto “orfismo”, può certamente essere visto come un erede di questo particolare movimento, sviluppatosi in Francia intorno al 1910 e interessato ai rapporti geometrici e alla forza del colore. Questo ritratto presenta ancora tutte le caratteristiche tipiche di Delaunay come la particolare attenzione al colore, alla geometria e all’applicazione delle regole dei contrasti cromatici. Infatti, insieme a una serie di disegni geometrici astratti utilizzati come decorazioni sulla sciarpa, il volto di Tzara mostra un accostamento di macchie di colore in contrasto tra loro.

Una curiosità: Delaunay fu un artista molto competitivo e cosciente della propria importanza, a tal punto che compilò una lista di tutti gli artisti, anche secondari, che riteneva d’aver influenzato.

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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