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Francis Picabia, la spagnola

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Francis Picabia, la spagnola
Francis Picabia, la spagnola
Francis Picabia, la spagnola
Francis Picabia, la spagnola, 1917-1920 (circa), Museo Reina Sofia

Il talento di Francis Picabia come artista fu abbastanza modesto, ma la sua personalità energica e instancabile lo rese una figura importante per movimenti artistici come il cubismo, il dadaismo e il surrealismo, infatti fu attraverso le sue pubblicazioni come scrittore che aiutò queste avanguardie, cioè queste nuove correnti artistiche, a diffondere i propri ideali. Il centro nevralgico di queste correnti internazionali nei primi decenni del XX secolo fu Parigi anche se alcuni dei suoi principali componenti, come Picasso e Juan Gris, erano spagnoli. Solo dopo la prima guerra mondiale queste correnti si diffusero finalmente anche in Spagna, quando diversi artisti stranieri vi si trasferirono per sfuggire al conflitto.

Francis Picabia, la spagnola

Francis Picabia fu proprio tra le personalità del mondo dell’arte che in un modo o nell’altro si legarono alla Spagna, contribuendo a diffondere i nuovi linguaggi delle avanguardie in tutto il paese. Il suo amore profondo per tutti gli aspetti della vita spagnola andava oltre il semplice interesse di un turista di passaggio. Questo amore lo portò a realizzare un certo numero di opere tra il 1920 e il 1940 come un racconto unico e continuo. La spagnola che vedete ritratta qui è molto rappresentativa di questa passione di Picabia, legato in particolar modo ai simboli culturali di questa nazione. In questo ritratto, realizzato ad acquerello e matita su carta, vediamo una donna spagnola, vestita con i tipici abiti della tradizione.

In particolare notiamo la cosiddetta “mantilla” ovvero il velo di pizzo che copre la testa delle donne e che in genere è molto lungo. Le spose spagnole possono addirittura scegliere di indossare una mantilla di pizzo che copra la testa e il cui strascico superi persino il vestito. L’affascinante donna è rappresentata a mezzo busto, di tre quarti, non guarda verso di noi e ha un trucco curato, messo in evidenza dai tocchi di acquerello dati dall’artista. I dettagli sono più definiti nel volto, mentre si perdono nelle altre parti dell’opera, conferendole un aspetto di bozza, di rapido schizzo non finito. Ma la firma in basso a destra ci conferma che il disegno sia terminato e che l’artista era solo interessato a cogliere alcuni precisi particolari.

Una curiosità: Picabia, grazie a una rendita privata, riuscì a portare avanti le sue attività senza preoccuparsi di guadagnare. L’artista inoltre spese moltissimi soldi nelle altre sue passioni e cioè le automobili da corsa, le donne e più in generale uno stile di vita sregolato.

C.C.

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Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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