Yves Klein, la Vittoria di Samotracia

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Yves Klein, la Vittoria di Samotracia

Oggi vi parlo di Yves Klein, pittore e artista sperimentale francese. Lui è una delle figure più influenti dell’arte europea nel dopoguerra, ma nonostante entrambi i suoi genitori fossero pittori, non ebbe una formazione artistica. Pensate che per quasi tutta la sua vita si guadagnò da vivere come istruttore di judo, disciplina orientale di combattimento che apprese in Giappone. Klein iniziò a esporre quando aveva circa trent’anni, a metà degli anni Cinquanta, e lo fece con dipinti in cui la tela era coperta da un unico colore uniforme, principalmente il blu, che l’artista chiamava “International Klein Blue”. Egli utilizzò poi questo stesso colore anche per altre opere come sculture e rilievi di spugna su tela.

L’artista spiegò la sua teoria della pittura monocroma come sforzo di liberare il colore dall’emozione soggettiva, attribuendogli così un’importanza quasi spirituale. Klein si spinse anche oltre, utilizzando delle tecniche decisamente originali come l’azione della pioggia su un foglio, l’uso di un lanciafiamme o le impronte del corpo umano e arrivò perfino a realizzare una “mostra del vuoto” presentando una galleria vuota e semplicemente dipinta di bianco.

Yves Klein, la Vittoria di Samotracia

La scultura che vedete qui, realizzata nel 1962, è in resina sintetica sostenuta da un blocco di pietra tramite un tubo metallico. Riproduce una delle più grandi icone dell’arte, la Nike di Samotracia, conservata al museo del Louvre ma chiaramente non è una rappresentazione fedele. Le forme sono semplificate e la statua è interamente ricoperta da un colore blu oltremare che modifica le ombre e la percezione dei volumi. Ci troviamo spiazzati da questo colore così forte associato a un’opera che generalmente siamo abituati a vedere chiara come il marmo. Il blu qui domina, comanda, è il padrone assoluto, uscendo vincitore anche dal confronto con un capolavoro come la Nike di Samotracia. Klein rivoluzionò la scena artistica degli anni Sessanta, ma la sua fu una carriera fulminea, una meteora che si spense nel 1962 con la morte dell’artista per infarto a soli 34 anni.

celebre fotomontaggio di Klein che sta facendo un salto nel vuoto

Una curiosità: Klein fu un artista veramente originale. Tra le sue idee più geniali c’è la stampa di un quotidiano per un solo giorno, Dimanche. Le journal d’un seul jour, pubblicato il 27 novembre 1960 e distribuito nelle edicole. Questo strano giornale era composto da quattro fogli interamente scritti dall’artista, trattando le tappe principali della sua “rivoluzione blu”. In prima pagina campeggiava il celebre fotomontaggio di Klein che sta facendo un salto nel vuoto, un salto simbolico verso la dimensione dell’immaterialità.

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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