Home Rubriche Lo potevo fare anch'io Marcel Duchamp, Objet Dard, Coin de chasteté, Feuille de vigne femelle

Marcel Duchamp, Objet Dard, Coin de chasteté, Feuille de vigne femelle

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Marcel Duchamp, Objet Dard, Coin de chasteté, Feuille de vigne femelle
Marcel Duchamp, Objet Dard, Coin de chasteté, Feuille de vigne femelle
Marcel Duchamp, Objet Dard, Coin de chasteté, Feuille de vigne femelle
Marcel Duchamp, Objet Dard, Coin de chasteté, Feuille de vigne femelle

Quando parliamo di Marcel Duchamp stiamo parlando di un artista che ha influito enormemente sull’arte contemporanea grazie alla sua invenzione più geniale: il “ready made”. Queste particolari opere sono composte da oggetti prelevati dalla vita di tutti giorni, come per esempio una ruota, uno scola-bottiglie o un orinatoio, elevati dall’artista a status di opere d’arte. L’intelligenza e l’ironia che caratterizzò la creatività di Duchamp, spesso però mancò totalmente ai suoi seguaci. Infatti si può dire che questo talentuoso artista e teorico aprì la strada a persone totalmente prive di capacità, convinte che qualsiasi cosa dicessero, pensassero o facessero, potesse essere considerata arte. Negli ultimi vent’anni della sua vita Duchamp si dedicò agli scacchi, abbandonando apparentemente il mondo dell’arte.

In realtà l’artista lavorò in segreto a una grande costruzione chiamata Dati: 1. La caduta dell’acqua, 2. Il gas illuminante. Si tratta di un’installazione complessa, composta da una scultura dipinta di un nudo di donna sdraiato con in mano una lampada a gas, sullo sfondo di una scenografia rappresentante un paesaggio. Il tutto nascosto da una pesante porta in legno attraverso la quale lo spettatore deve spiare da un buco per vedere il resto dell’opera. I tre oggetti che vedete qui, rappresentanti parti del corpo umano, furono centrali per lo sviluppo di quest’ultima installazione di Duchamp. Questi frammenti, basati su stampi in gesso, poi fusi in bronzo, sono un richiamo al suo precedente lavoro fatto con i “ready made” per il modo in cui sono direttamente collegati alla realtà, a parti del corpo umano, elevato a opera d’arte.

Marcel Duchamp e i tre oggetti dalle allusioni erotiche

Objet Dard, il primo che andiamo a vedere, ha chiare connotazioni erotiche e falliche. Non solo dal punto di vista della forma, ma anche nel titolo che include una parola, “dard”, somigliante all’inglese “hard”, ma che nella pronuncia francese richiama “d’art”. Quindi anche oggetto d’arte. In Feuille de Vigne Femelle, foglia di fico femminile, vi è un significato erotico altrettanto esplicito, essendo un’impronta presa direttamente dal sesso femminile. Infine Coin de chasteté, cuneo di castità, venne ironicamente scelto da Duchamp come regalo di nozze per la sua ultima moglie, Alexina. Il suo significato erotico è vario perché utilizzando due elementi e materiali diversi, bronzo e resina rosa, allude al rapporto sessuale in un solo gesto che unisce erotismo e violenza.

Questi oggetti, nel loro insieme, sottolineano l’interesse di Duchamp per un’esplicita presenza femminile nella sua vita. L’artista ci sorprende, ci fa riflettere e anche sorridere con la sua sottile ironia.

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Questo post fa parte della rubrica #lopotevofareanchio, in cui se vuoi puoi esplorare l’arte contemporanea!

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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