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L’opera d’arte e il suo contesto originale

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L'opera d'arte e il suo contesto originale
Madonna Rucellai, Duccio di Buoninsegna
L'opera d'arte e il suo contesto originale
Madonna Rucellai, Duccio di Buoninsegna

Oggi mi allontano dalle consuete esplorazioni d’arte per proporvi uno spunto di riflessione che riguarda l’opera e il suo contesto originale. Si perché spesso dipinti e sculture sono creati per un determinato luogo. Quando le opere d’arte sono realizzate in situ, significa che vengono create nel particolare sito in cui sono esposte e non in uno studio. L’arte dell’installazione o gli affreschi ne sono un esempio. Opere d’arte che sono esposte nello stesso luogo per cui sono state prodotte, come pale d’altare in una cappella privata, sculture in una piazza pubblica o dipinti, sono opere ancora in situ.

La traduzione di in situ sta per qualcosa “sul posto”. Le opere d’arte realizzate in situ spesso completano l’ambiente circostante e hanno una connessione significativa con esso. Spesso però capita che opere d’arte religiosa e d’arte pubblica più in generale siano spostate dal loro luogo d’origine per essere esposte in un museo. Anche se a volte questo viene fatto con le migliori intenzioni, come la conservazione, le opere d’arte in questo modo perdono parte della loro storia, contesto e significato. La nostra interpretazione e comprensione di queste opere può diventare difficile. Di recente Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, ha proposto di riportare alcune opere d’arte religiose nel loro luogo d’origine.

L’opera d’arte e il suo contesto originale

Le parole del direttore sono state: “L’arte devozionale non è nata come opera d’arte ma per uno scopo religioso, di solito in un ambiente religioso”. In questa affermazione si riferisce alla Madonna Rucellai di Duccio come una delle opere che potrebbero tornare a Santa Maria Novella, luogo di esposizione dell’opera d’arte realizzata nel 1275. Questo può essere fatto ovviamente solo se la sicurezza e la conservazione dell’opera saranno garantite. Eike Schmidt crede sia un bene che le opere d’arte tornino in situ anche come reazione alla crisi generata dal Covid 19.

La ridistribuzione delle opere d’arte religiose ricollegherebbe il pubblico con la loro origine spirituale e storica. Inoltre “spalmerebbe” anche i visitatori su più luoghi, riducendo la possibilità di sovraffollamento dei musei. Inutile dire che la reazione del mondo della cultura alla proposta di Schmidt è stata molto diversificata e divisa. Qual è la tua opinione sul ritorno delle opere d’arte religiosa nella loro posizione originale, in situ? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di rimetterle nel loro luogo d’origine? Scrivimi tutto nei commenti!

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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