Sandro Botticelli, piccola guida per conoscere l’artista

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Sandro Botticelli

L‘artista di cui vi voglio parlare oggi è Sandro Botticelli, un nome profondamente legato al rinascimento fiorentino. Come nella migliore tradizione del blog, sarà una piccola guida che vi collegherà anche ad altri contenuti per approfondire la conoscenza di questo grande artista. Sandro Botticelli nasce come Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi nel 1445 da Mariano Filipepi, conciatore di cuoio, e da sua moglie Smeralda, a Firenze, in via Nuova in Borgo Ognissanti. L’origine del soprannome “Botticelli” è ancora oggi controversa. Una delle tesi sostiene che il nome gli derivi dal fratello maggiore Giovanni, pingue al punto da essere chiamato “botticella”. Altra ipotesi è che Sandro abbia lavorato con il fratello Antonio che era doratore. Il vocabolo in uso all’epoca per definire questi artigiani era “battigello”.

Com’è e come non è, fatto sta che Botticelli riuscì a convincere il padre a interrompere il suo apprendistato come orafo, entrò nella bottega di fra’ Filippo Lippi e vi rimase almeno fino al 1467. In quest’anno Lippi partì per Spoleto lasciando probabilmente a Sandro la sua bottega. Presto però l’artista raggiungerà la piena indipendenza lavorativa e nel 1470 aprì la propria bottega a Firenze. In questo stesso anno Botticelli ricevette il primo incarico ufficiale documentato: per interessamento di Soderini, uomo vicino ai Medici, realizzò La Fortezza, una delle Virtù, da esporre ai seggi del Tribunale dell’Arte di Mercanzia. Il suo talento incuriosì presto la potente famiglia dei Medici, i quali, innamoratisi delle sue opere storiche a soggetto profano, del suo modo di trattare soggetti mitologici o religiosi e delle sue grandi abilità nel ritratto, lo sommersero di incarichi.

Sandro Botticelli, la Fortezza
Sandro Botticelli, la Fortezza

L’apice della carriera

Sono anni in cui a Firenze l’artigianato comune, soprattutto quello dei filati, è in crisi, mentre si assiste a un grande sviluppo dell’artigianato di qualità, oreficeria, mobili e tessuti di lusso. Gli artisti da tempo separati dagli artigiani, ne assumono ora la guida. Le botteghe degli artisti forniranno infatti disegni e idee a orefici, intarsiatori e tessitori. Anche Botticelli nel 1476 fornirà i cartoni per le tarsie dello studiolo di Federico da Montefeltro. Sono anni molto prolifici per l’artista, anni che vedono la maturazione del suo stile e la nascita di grandi capolavori. Vede la luce il più famoso dipinto di Sandro: la Primavera. Il tema del quadro è quello dell’armonia e dell’unione di natura e civiltà. L’intera figurazione sta a significare che la bellezza nasce nel momento in cui la natura si riveste della cultura.

Sandro Botticelli, Primavera
Sandro Botticelli, Primavera

L’esperienza romana

Altro anno decisivo, il 1481. Botticelli è chiamato a Roma, con altri pittori fiorentini, da Sisto IV. Qui eseguì un affresco di prova nella Cappella Sistina. L’invio di questi artisti determinò la pace tra Lorenzo il Magnifico e Sisto dopo la lotta seguita alla congiura dei Pazzi, voluta per rovesciare il governo dei Medici. Il 27 ottobre si stipulò un contratto secondo il quale Cosimo Rosselli, il Ghirlandaio, il Perugino e il Botticelli si impegnarono a terminare gli affreschi della Sistina entro il 15 marzo 1482. In seguito si aggiunsero altri pittori: il Signorelli, il Pinturicchio e Piero di Cosimo. Al Botticelli toccano il secondo e il quinto scomparto della parete sinistra e il secondo scomparto della parete destra. Inoltre, secondo la testimonianza del Vasari, Sandro ebbe la direzione dei lavori.

Sandro Botticelli, nascita di Venere, 1484
Sandro Botticelli, nascita di Venere, 1484

Al ritorno a Firenze nacque un altro capolavoro dell’artista: la Nascita di Venere. Come al solito l’elemento essenziale della composizione è la linea, una linea che non definisce alcuno spazio lasciando emergere in superficie le figure. Anche se in quest’opera è accentuato il valore spirituale rispetto alla mondanità della Primavera, i riferimenti culturali sono gli stessi. Seguiranno altre commissioni nella città, molte legate alla famiglia al potere, i Medici, fino alla fatidica data del 1490. Da quest’anno troviamo in Botticelli i primi indizi di una profonda crisi religiosa. Crisi che certamente è accentuata dalla predicazione del Savonarola, ma che in ogni caso sembra inevitabile conclusione del suo percorso intellettuale.

Il rapporto tra Sandro Botticelli e Savonarola

I rapporti tra Botticelli e Girolamo Savonarola hanno provocato diversi dibattiti nel corso della storia. Secondo le cronache del Vasari, Botticelli diventò un seguace del predicatore ed eliminò i soggetti pagani dal suo repertorio pittorico. Altri suggeriscono l’ipotesi che la soggezione nei confronti di Savonarola fosse tale da spingerlo a gettare alcune delle sue opere nel celebre “falò delle vanità”, del 7 febbraio 1497. Al di là di tutte le ipotesi, il dato di fatto è che l’approccio di Botticelli alla pittura cambiò radicalmente in questi anni. L’artista cominciò a dipingere tavole più piccole optando per soggetti apocalittici e angosciosi.

Sappiamo poco dell’attività di Sandro nel primo decennio del Cinquecento. Sono gli anni in cui a Firenze si incontrano i tre geni del secolo: Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Sappiamo che nel gennaio 1504, Botticelli fa parte della commissione incaricata di trovare la collocazione del David di Michelangelo. Sandro si isola sempre di più rifiutando tutto ciò che era apparso un progresso nell’arte. Le sue ultime opere, di un’accesa spiritualità, sono dipinte in modo volutamente arcaico, senza rispetto delle proporzioni. Verso la fine della sua vita l’artista si dedicò a quella che era stata l’ambizione di una vita: illustrare la Divina Commedia di Dante. La sua salute cagionevole però gli impedì di realizzare il suo sogno. Il 17 maggio del 1510 Sandro fu sepolto in Ognissanti, nella sua città.

Continua l’esplorazione …

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Conoscevi già l’artista? scrivimi nei commenti le tue impressioni e leggi gli altri post dedicati a Sandro Botticelli.

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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