A cosa serve il disegno?

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Il disegno nel corso della storia dell’arte ha avuto molte funzioni diverse, ma in tutte le epoche è stato un prezioso complemento del lavoro artistico. Vediamo alcuni dei passaggi storici più importanti. Per prima cosa il disegno è un ottimo strumento per visualizzare l’idea. Nel rinascimento acquistò un’importanza mai avuta prima, fino a venire riconosciuto come padre delle arti. Il disegno diventa così il fondamento stesso del processo creativo che genera l’opera pittorica, plastica o architettonica.

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Raffaello, Schizzo per la Madonna della Seggiola

I pittori e gli scultori del rinascimento non sono più semplici artigiani, dediti a riprodurre i modelli tradizionali, ma veri e propri cercatori nell’esplorare versioni nuove e caratteristiche dei temi richiesti dai committenti. Particolare importanza venne data, nel processo artistico, al momento ideativo, che ha la sua espressione proprio nello schizzo, ovvero nel disegno veloce, realizzato di getto. Pochi segni essenziali, grazie ai quali l’artista dà forma alla prima idea dell’opera. Attraverso due piccoli schizzi, realizzati sul bordo superiore di un foglio risalente al 1508 circa, Raffaello fissò per esempio l’immagine, l’idea iniziale della Madonna della Seggiola. L’artista realizzerà il dipinto poi attorno al 1514, senza modificare sostanzialmente l’idea originaria.

Lo studio dal vero

Altro scopo fondamentale del disegno è quello dello studio dal vero. Le opere più complesse e alla ricerca di una rappresentazione il più possibile fedele della realtà, non possono fare a meno di accurati disegni preparatori. Da questo punto di vista i disegni sono finalizzati innanzi tutto a studiare nei dettagli la forma dei vari elementi da inserire nella composizione. Per questo motivo il disegno dal vero, cioè il disegno basato sull’osservazione diretta dell’oggetto da rappresentare, acquista importanza. Che si tratti di una pianta, di un animale, di un personaggio, di un ambiente naturale o di uno sfondo architettonico, tutto può essere fissato con un disegno dal vero.

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Studi anatomici di Leonardo

Praticato fin dall’antichità come passaggio indispensabile per arrivare a una rappresentazione verosimile della realtà, nel rinascimento il disegno dal vero divenne, soprattutto ad opera di Leonardo da Vinci, un vero e proprio strumento di indagine conoscitiva e scientifica, volto non solo a riprodurre l’apparenza esteriore degli oggetti, ma anche a visualizzarne l’intima struttura. I numerosi studi anatomici di Leonardo rappresentano l’esempio più eloquente di questo modo di intendere il disegno.

Il disegno esecutivo

Con il complicarsi e arricchirsi progressivo del lavoro artistico e del carattere stesso delle composizioni, avviene nel corso della storia dell’arte un crescente affinamento delle tecniche di preparazione dell’opera d’arte. Lo si nota dai supporti ai materiali, alla strutturazione dell’opera d’arte stessa. In quest’ottica il disegno diventa molto importante per l’esecuzione dell’opera definitiva. Dallo schizzo iniziale, attraverso lo studio degli oggetti, dei personaggi e dell’ambiente, l’artista giunge a un completo disegno esecutivo. Un’opera necessaria per passare dalla fase ideativa alla vera e propria realizzazione.

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Pontormo, la Visitazione, disegno esecutivo (sinistra) e opera definitiva (destra)

Un dipinto come La Visitazione, realizzato dal Pontormo tra il 1528 e il 1529, è stato per esempio preceduto da un disegno mediante il quale l’artista ha definito, ad esclusione del colore, tutti gli aspetti della composizione. I valori di luce e ombra, la disposizione dei gruppi, i gesti e le espressioni dei personaggi. Per trasferire l’immagine sulla tavola, l’artista ha anche fatto ricorso alla quadrettatura, che permette di ingrandire il disegno senza cambiare i rapporti proporzionali.

Disegno come opera d’arte indipendente

Il fondamentale ruolo svolto dal disegno nella genesi e nello sviluppo dell’opera d’arte favorì il riconoscimento del valore artistico delle opere grafiche, nelle quali si iniziò a riconoscere la manifestazione più immediata e diretta dell’estro dell’artista. Se infatti nel Medioevo le opere grafiche erano viste esclusivamente come preziosi strumenti di lavoro, privi di intrinseco valore artistico, con il passare dei secoli essi acquistarono un pregio sempre più grande. A partire dal rinascimento, e ancora più frequentemente nelle epoche successive, gli artisti praticarono il disegno come attività creativa autonoma, capace di produrre opere in sé compiute.

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Gian Battista Piazzetta, testa di giovane

Un esempio significativo è dato dalla Testa di giovane del veneziano Gian Battista Piazzetta. Qui i morbidi tratti a carboncino e le lumeggiature a gesso bianco danno all’immagine profondità. Luci, ombre e trame sono ricche quanto quelle che si possono osservare in un’opera pittorica.

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