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Raffaello, cartone della pesca miracolosa

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Raffaello, cartone della pesca miracolosa
Raffaello, cartone della pesca miracolosa
Raffaello, cartone della pesca miracolosa
Raffaello, cartone della pesca miracolosa

Il termine “cartone” ha origini rinascimentali e indica un foglio di carta grande e consistente sul quale viene tracciato un disegno preliminare delle stesse dimensioni dell’opera definitiva. I cartoni di Raffaello per il Vaticano raffigurano scene tratte dagli Atti degli apostoli Pietro e Paolo. Papa Leone X ne commissionò 10 nel 1515, un grande onore per il giovane artista, perché erano destinati a ornare la Cappella Sistina. La grandezza di queste opere di Raffaello riguarda sia la dimensione, sia gli intenti e rende i cartoni veri e propri dipinti storici, ovvero opere che attingono dalla storia, dalla mitologia o dalla Bibbia. Ognuno è composto da circa 200 fogli incollati insieme, sui quali le composizioni erano tracciate con il carboncino e dipinte a tempera.

Un disegno preparatorio per realizzare un arazzo

In seguito i dipinti erano inviati a un laboratorio di Bruxelles e realizzati da esperti tessitori in più parti. Una volta completate, le singole strisce venivano cucite insieme per comporre l’arazzo definitivo. La pesca miracolosa tratta un nobile episodio biblico e rivela una natura trascendente, moralistica e di sani principi. Cristo invita gli apostoli pescatori a gettare le reti nelle acque profonde e le loro barche, prima vuote, traboccano subito di pesci. Pietro si inginocchia ai piedi di Gesù e gli apostoli abbandonano tutto per seguire Cristo e diventare così pescatori di uomini. Il tono moralistico e didascalico definisce il paradigma della lealtà senza compromessi che l’osservatore è tenuto a imitare. Attraverso il dipinto, il pubblico impara come dovrebbe agire, e che ai devoti spetta la ricompensa della redenzione.

Nella grandiosa composizione della pesca miracolosa, i pescatori sono rappresentati con un corpo muscoloso, privi delle imperfezioni umane e candidati ideali a diffondere l’opera di Dio. Nel cartone, i corpi sono avvolti da semplici tuniche che mettono in mostra braccia e gambe forti e sono una prova dell’impegno a servire Cristo, secondo un’idealizzazione delle forme tipica della grande maniera. Evitando dettagli non funzionali e usando pochi colori, Raffaello concentra l’episodio in una serie di figure espressive, accorpate in una composizione ondeggiante ma bilanciata. La grande maniera fu lo stile più prestigioso fino al XIX secolo. Ai giovani artisti veniva insegnato spesso copiando direttamente dai cartoni di Raffaello e ancora oggi la bellezza dichiaratamente costruita di queste opere ispira molti creativi e fotografi.

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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