Velvet Buzzsaw

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Velvet Buzzsaw

Velvet Buzzsaw

Oggi vi parlo di Velvet Buzzsaw, film diretto da Dan Gilroy nel 2019, è un thriller-soprannaturale ambientato in uno dei luoghi per eccellenza dell’arte contemporanea negli Stati Uniti: Los Angeles. Città del lusso, delle mode e del cinema. Qui tra grandi artisti e collezionisti volano cifre esorbitanti per il valore di alcune opere. Un commercio a volte cinico e solo interessato al profitto per il profitto e non al valore e all’importanza di un’opera d’arte. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival del 2019 e l’ho inserito in questa rubrica perché ha tentato di affrontare il tema della superficialità del commercio dell’arte contemporanea. Ovviamente questo non vale per tutta l’arte contemporanea, ma certamente è un mondo fatto di squali e in cui ci si fa pochi scrupoli per il profitto.

Velvet Buzzsaw

La trama in poche righe

Il film si apre con il critico d’arte Morf Vanderwalt (Jake Gyllenhaal) mentre partecipa all’inaugurazione di una mostra a Miami Beach. Morf è una persona molto supponente che esercita un enorme potere: le sue recensioni spesso distruggono artisti emergenti. Sono presenti anche galleristi (Rhonda Haze interpretata da Rene Russo), diversi artisti (Piers interpretato da John Malkovich) e mecenati d’avanguardia. Josephina (interpretata da Zawe Ashton) ritrova il corpo dell’artista Vetril Dease, un anziano inquilino del suo palazzo, morto suicida. Quando guarda nel suo studio Josephina trova un gran numero di dipinti intriganti e anche resti carbonizzati di altri dipinti. L’artista stava cercando di distruggere le sue stesse opere forse, ma perché? Josephina trascura il motivo e porta i dipinti alla gallerista Rhonda. Sono veramente “opere d’arte per cui morire”: i dipinti si vendicheranno dei mecenati il ​​cui unico interesse per loro è usarli per fare soldi. Sarà l’inizio di una spirale di morti grottesche e inquietanti.

L’opinione su Velvet Buzzsaw

Un film sull’arte non è per forza intrinsecamente artistico. Il regista Dan Gilroy ha creato questo film come una critica alla superficialità del mondo dell’arte in contrasto con l’arte come forma di espressione in cui gli artisti hanno infuso la propria “anima creativa”. Nonostante ciò forse il risultato finale è un po’ superficiale, forse manca un’anima. I personaggi sono una sfilata di caricature che non sviluppano né forniscono elementi interessanti nella loro mancanza di sostanza. La trama a tratti sembra un miscuglio di temi e motivi gotici sovrapposti a un’ambientazione moderna, senza un motivo chiaro, a parte l’intrattenimento. E per quanto riguarda l’intrattenimento è in grado di regalarcelo facendoci dare uno sguardo a un mondo di artisti, commercianti e critici, reso forse eccessivamente caricaturato.

La scheda sul film https://www.imdb.com/title/tt7043012/

C.C.

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