Lorenzo Lotto: piccola guida per conoscere l’artista

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Lorenzo Lotto

Pittore veneziano, Lorenzo Lotto, secondo la sua stessa testimonianza, nacque a Venezia nel 1480. Vasari suggerisce che abbia fatto esperienza in quella stessa città, ma in seguito si trovò a lavorare in molte altre località. Lotto si contraddistinse per uno stile proprio, discostandosi dal centro della tradizione veneziana. I primi lavori di Lotto mostrano un’accentuata influenza dei pittori veneziani come Giovanni Bellini, ma la sua personalità estremamente ricettiva era aperta a tutti gli stimoli che gli pervenivano dai pittori a lui contemporanei, che poi confluirono in uno stile spiccatamente personale basato sull’interesse veneziano per i colori e la luce.

Lorenzo Lotto
Lorenzo Lotto, Annunciazione

L’artista viene documentato per la prima volta a Treviso, dove si stabilì fino al 1506. Trascorse poi un periodo nell’Italia centrale durante il quale lavorò per papa Giulio II, Giuliano della Rovere, in Vaticano. Non è rimasto nulla però della sua opera in Vaticano. Forse Lorenzo Lotto è meglio conosciuto per i ritratti, nei quali riversa un clima di irrequietezza psicologica. Nonostante ciò lavorò soprattutto come pittore religioso. Uno splendido esempio di come siano poetiche e originali le sue pale d’altare è l’Annunciazione, un’opera bizzarra e ammaliante, piena di colori brillanti e di effetti luminosi, di espressioni e di pose curiose. Un’opera con bellissimi dettagli disegnati in modo insolito, dove non manca un gatto stupito.

Lorenzo Lotto
Lorenzo Lotto, Gentildonna in veste di Lucrezia

Un’altra opera esemplare è Gentildonna in veste di Lucrezia. L’iscrizione in latino loda la virtù di Lucrezia, con il chiaro intento di stabilire un collegamento tra la donna rappresentata nel dipinto e la matrona romana, che si tolse la vita dopo essere stata violata dal figlio di Tarquinio. Ritratto di gentiluomo, oggi alle Gallerie dell’Accademia, è un mirabile esempio dell’estrema maestria di Lotto nell’arte del ritratto. In particolare il dipinto appartiene al genere del ritratto psicologico, di cui l’artista può a ragione essere considerato l’inventore.

Lorenzo LottoLorenzo Lotto, Ritratto di gentiluomo

Lorenzo Lotto e il ritratto psicologico

Il ritratto psicologico non è da intendere nel significato moderno, non è sinonimo di introspettivo, bensì di enigmatico. Enigmaticità che in queste opere si esprime con una densa penombra e con una teoria di oggetti e animali dichiaratamente simbolici e allusivi dello status sociale della persona ritratta, della sua identità, del lavoro o del temperamento. Dal 1513 al 1525 lavorò soprattutto a Bergamo, quindi tornò a Venezia. Lì rimase fino al 532, poi fu itinerante per il resto della sua carriera, lavorando soprattutto in città delle Marche. Nel 1554, parzialmente cieco, divenne chierico nel monastero di Loreto, dove morì.

Gli spostamenti dell’artista sono eccezionalmente ben documentati grazie al fatto che è sopravvissuto il suo libro contabile del periodo 1538-54, insieme a numerose lettere della prima parte della carriera. Un carteggio che ci permette di ricostruire anche il carattere del pittore. Ne emerge uno scarso successo finanziario accompagnato da un carattere irrequieto. La vita senza radici di Lorenzo riflette in effetti il suo temperamento difficile e ansioso, e la sua opera è estremamente diseguale. L’artista prende spunto da una grande varietà di fonti, dal nord Europa e dall’Italia, ma al contempo mostra una acuta freschezza di osservazione.

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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