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Hugo van der Goes, Trittico Portinari

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Hugo van der Goes, Trittico Portinari, 1475, Uffizi, Firenze
Hugo van der Goes, Trittico Portinari, 1475, Uffizi, Firenze
Hugo van der Goes, Trittico Portinari, 1475, Uffizi, Firenze

Questa pala d’altare, opera di Hugo van der Goes, è stata commissionata da Tommaso Portinari per la chiesa di Sant’Egidio presso l’ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze. Comunemente, nelle opere di questo genere, venivano inseriti i ritratti dei committenti. Nella composizione, Portinari e i suoi figli sono ritratti in ginocchio sul lato sinistro, mentre sul lato destro troviamo la moglie e la figlia, tutti accompagnati dai loro santi protettori. Tommaso e Antonio il Grande sulla sinistra, Margherita e Maria Maddalena sulla destra. I pittori fiamminghi prendevano spesso ispirazione dall’arte dell’Europa meridionale e quest’opera è un importante esempio di commissione dall’Italia a un’artista delle Fiandre.

L’influenza dell’arte meridionale si osserva nella dettagliata rappresentazione delle figure e nei simboli religiosi. Van der Goes, influenzato dall’arte fiamminga, ha prodotto un’opera che riflette un forte realismo. Portinari, all’epoca funzionario per la Banca dei Medici a Bruges, ha commissionato il dipinto non solo per mantenere viva la sua memoria a Firenze durante la sua assenza, ma anche per dimostrare la sua fedeltà alla città. Il trittico, giunto a Firenze nel 1483, ha notevolmente influenzato gli artisti locali per il suo stile realistico.

Il pannello centrale, rappresentante una natività tradizionale, è celebrato per la sua rappresentazione mistica dell’eucarestia. Gli angeli, gli elementi simbolici e le figure sacre come Maria e San Giuseppe, arricchiscono la narrazione visiva che culmina con la glorificazione del Cristo bambino. I tre Re Magi e i pastori, tipicamente marginali nelle rappresentazioni tradizionali, ricevono una notevole attenzione e sono raffigurati con una vivida individualità.

Dettagli inusuali nel capolavoro di Hugo van der Goes

Gli angeli sullo sfondo sono vestiti in abiti sacerdotali, quasi pronti a celebrare messa, mentre sopra la testa del bue, fa capolino un piccolo diavolo. Nel pannello di sinistra, Maria e San Giuseppe avanzano sul terreno roccioso verso Betlemme, mentre in quello di destra sono raffigurati i tre Re Magi. Nelle scene raffiguranti la Natività gli artisti fiamminghi utilizzavano spesso i particolari architettonici come metafora dell’avvento di un nuovo ordine religioso.

L’intaglio dell’arpa richiama alla mente re David dell’Antico Testamento e gli antenati di Cristo. Nella grande maggioranza delle raffigurazioni della Natività, i pastori e i Magi sono mostrati in gruppo nell’atto di adorare Cristo. Van der Goes un’insolita importanza ai pastori. I loro volti sono ritratti nel dettaglio e hanno una propria individualità, in contrasto con l’usanza iconografica dell’epoca. I Magi e il loro seguito arrivano in processione. Un notabile chiede indicazioni circa la via a uno zoppo, dietro si intravedono i tre re che cavalcano fianco a fianco.

Il contesto paesaggistico è decisamente nordico, caratterizzato da edifici fiamminghi e da un ambiente invernale, sottolineando la provenienza dell’artista. Gli artisti fiamminghi continuano la tradizione medievale di ritrarre i committenti in una scala più piccola rispetto alle figure sacre, per sottolinearne la differenza gerarchica. Margherita Portinari è accompagnata da Santa Margherita, identificabile grazie al drago. Gli elementi di natura morta, simboleggiano il sacramento dell’eucarestia. Il covone di grano è l’emblema del pane consacrato, le foglie di vite e i grappoli nel vaso si riferiscono al vino, i garofani rossi sono simbolo dei chiodi insanguinati della croce di Cristo. 

Il Trittico di Portinari non è solo un capolavoro della pittura fiamminga; è anche un simbolo della connessione culturale e artistica tra le Fiandre e l’Italia durante il Rinascimento. Attraverso il mecenatismo di Tommaso Portinari e la maestria di Hugo van der Goes, quest’opera continua a testimoniare l’importanza dello scambio culturale nell’arte europea.

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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