Villa medicea di Poggio a Caiano

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Villa medicea di Poggio a Caiano, 1485
Villa medicea di Poggio a Caiano, 1485

Verso la fine del XV secolo, la paura della peste, le spese eccessive e le ispirazioni dai testi classici di Plinio il Giovane hanno condotto alla nascita delle ville umanistiche, con la villa medicea di Poggio a Caiano, realizzata da Giuliano da Sangallo per Lorenzo de’ Medici, come uno degli esempi più emblematici. Lorenzo, noto per il suo interesse nell’architettura, fu tra i primi a studiare il trattato di Leon Battista Alberti, stampato nel 1485. Rispetto alle prime ville medicee, quella di Poggio a Caiano è particolarmente imponente, situata su un colle per dominare il paesaggio circostante.

Esternamente, il frontone, tipico degli antichi templi, decorato con un fregio in terracotta realizzato dai Della Robbia, rappresentava una delle innovazioni più notevoli. Internamente la villa si distingue per una grande volta a botte decorata con cassettoni dorati e stemmi medicei. Fu la prima volta dall’antichità che una struttura di tali dimensioni venne nuovamente costruita.

Villa medicea di Poggio a Caiano: un momento di svolta

Questa villa ha rappresentato un punto di svolta nell’architettura residenziale, fungendo da modello per le future ville di Palladio e stabilendo un prototipo per le residenze signorili rurali a livello internazionale. Nel XIX secolo, le originarie scalinate perpendicolari alla facciata sono state sostituite da rampe arcuate, progettate da Pasquale Poccianti e realizzate da Giuseppe Cacialli. L’uso del frontone in un contesto residenziale era un’innovazione ispirata probabilmente dal tempio antico di Serapide a Roma.

Il fregio in terracotta, ricco di allegorie e miti classici, faceva riferimento diretto alla famiglia Medici. La struttura elevata della villa non solo migliorava la vista, ma serviva anche a separare chiaramente gli spazi abitativi dalle zone agricole sottostanti, che includevano un caseificio e un allevamento di bachi da seta, importati da Lorenzo dalla Lombardia.

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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