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Kitagawa Utamaro, figura femminile

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Kitagawa Utamaro, figura femminile
Kitagawa Utamaro, figura femminile, 1792-93
Kitagawa Utamaro, figura femminile
Kitagawa Utamaro, figura femminile, 1792-93, Tokyo National Museum

Noto per il suo contributo significativo al genere ukiyo-e conosciuto come bijing-ga, Kitagawa Utamaro, si distingue per i suoi ritratti realistici di donne giapponesi di diverse età e classi sociali. Il suo lavoro, profondamente radicato nella tradizione artistica giapponese, esplora la bellezza femminile con una sensibilità unica e personale. Nel 1792-93, in collaborazione con l’editore Tsutaya Juzaburo, Utamaro pubblicò una serie di opere che rivoluzionarono il ritratto femminile nell’arte ukiyo-e. Queste stampe si concentravano sulla parte superiore del corpo delle donne, evidenziando minuziosamente i tratti del volto e le espressioni, catturando così non solo l’aspetto fisico ma anche lo stato d’animo e la personalità delle sue soggette.

Una stampa audace ed evocativa

Uno dei pezzi più emblematici di questa serie è il ritratto di una donna appena uscita dal bagno, descritta dal titolo giapponese come “uwaky”, termine che evoca la volubilità e la civetteria. La posa audace, l’abito sciolto e i capelli in disordine amplificano il suo atteggiamento provocante. Utamaro non solo mostra le forme estetiche ma anche la condizione intima e personale del soggetto, evidenziato anche dalle iscrizioni sul cartiglio che includono il titolo della serie e la firma dell’artista.

La qualità della stampa è esaltata dalla polvere di mica sparsa sullo sfondo, creando un effetto scintillante che aggiunge un tocco di lusso all’opera. Questo dettaglio non solo arricchisce visivamente il ritratto ma riflette anche l’innovazione tecnica per cui Utamaro e il suo editore Tsutaya erano noti. L’utilizzo di materiali costosi come la mica dimostra l’eccellenza e la ricerca continua di nuove tecniche per accrescere il valore artistico e commerciale delle opere.

La stampa è inoltre segnata da un sigillo circolare di approvazione shogunale e un sigillo a forma di foglia di edera con il Monte Fuji, simbolo dell’editore. Questi sigilli non solo autenticano l’opera ma testimoniano anche il rigoroso controllo esercitato sulle arti grafiche in quel periodo. Utamaro, con la sua maestria nel disegno e nella scelta dei colori, riesce a trasmettere la sensualità sottile delle forme femminili, utilizzando le pieghe dell’abito per accentuare l’eleganza e la seduzione del ritratto. Attraverso la sua arte, l’artista invita lo spettatore a una comprensione più profonda della cultura e dell’estetica giapponese, rendendo ogni opera un viaggio nel tempo e nella tradizione.

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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